





![]() | Oggi | 735 |
![]() | Ieri | 1068 |
![]() | Settimana | 2967 |
![]() | Mese | 7703 |
![]() | Tutti | 624590 |
| Margherita Badalà dalla Sicilia - ballettu siciliano |
|
|
|
| Scritto da francesco marino |
| Lunedì 11 Maggio 2009 18:06 |
|
Web: Foto Carovana: Video Carovana:
Margherita Badalà : danzatrice, Danzaterapista dal ‘91e Feldenkrais Practictioner dal ’92. Ricercatrice e insegnante delle danze tradizionali del sud Italia, ha studiato con i maestri della tradizione tra i quali Gabriele D’Ajello Caracciolo ed Anna Perrotta, Giuseppe Crucitti, Giuseppe Gala e Anna Cinzia Villani e nel 2004 consegue il diploma di ins. di danze popolari pugliesi . Nel 2002 ha iniziato una ricerca sulla Taranta in Sicilia e in particolar modo nell'area dei Peloritani dove ha approfondito la conoscenza del “Ballittu”. Vive a Catania e con l'Associazione Culturale "Danza e-mozione" pratica la propria professione dal ‘92 in Sicilia , dove conduce corsi settimanali, stages e sedute individuali di Danza Spontanea , Taranta e Metodo Feldenkrais; è Docente dei corsi di aggiornamento presso Scuole dell'infanzia, elementari, medie e superiori, Istituti della Salute quali "Casa famiglia Rosetta"a Caltanissetta, "Fondazione Auxilium" a Valderice , O.D.A. a Catania ecc.; docente di Consapevolezza Corporea presso il corso di" Psicomotricità e Movimento" e di "Armonizzazione posturale" presso l'I.R.I.S. di Catania; collabora con altre Associazioni Culturali in Sicilia , Roma , Forlimpopoli, Padova ed a Udine e Pordenone dove conduce stages mensili di Taranta ed è docente presso i Corsi di Formazione di Danzaterapia " A Ritmo" e "Le danze popolari come terapia". Si occupa di danzateatro e ha lavorato come danzatrice e coreografa, oltre che nelle scuole, in alcuni spettacoli quali"Etnie”con "I petri c'addumano", "Afrodita" con Paola Mandel, “Marganto” con la Compagnia “Danzataranta” . Danza tradizionale siciliana Alla ricerca delle ultime tracce delle tarante tradizionali in Sicilia , ecco il “ Ballettu”, danza dell'area montuosa del Messinese, i Peloritani, in via di estinzione nella sua forma più “antica”, ma ancora ricca di vibrante ritmicità e di contenuti relazionali.Il Ballettu, si è ballato fino agli anni ’40 ma, dopo la seconda guerra mondiale, è stata poco a poco sostituita dalle danze allacciate provenienti dal nord Europa, mentre la musica si è perfettamente conservata. Ancora molto presente nel ricordo degli anziani e tutt’ora ballata con vigore anche dai giovanissimi in alcune “oasi” dove si è potuta conservare grazie alle famiglie di suonatori e danzatori, la ricerca ne ha portato in luce struttura e contenuti. La riproposizione della danza si basa sull’emozionante osservazione della ricerca sul campo e sul racconto dei danzatori tradizionali: attraverso il movimento e le forme del corpo si trasmette l’interpretazione che ognuno di loro ne ha dato, cogliendo così quella freschezza , intensità e vivacità che la caratterizza.Ballata sul ritmo della zampogna e del tamburello, talmente vibrante da suscitare allegria e vigore, la danza si basa, da un punto di vista cinetico, su un rapporto attivo con l’elemento terra, “pestando” il tempo così da suscitare un’onda ritmica di flusso che scatena vitalità e buona predisposizione alla relazione con l’altro. Si balla in coppia e, anticamente, “in rota” (cerchio rituale) con un direttore di ballo.Lo stage si propone di far conoscere i princìpi coreutici e relazionali del Ballettu, impostando l’esperienza cinetica su uno studio puntuale della organicità del movimento, tipica delle danze popolari, in relazione al ritmo ed alla melodia della musica tradizionale, suonata dal vivo dal musicista e ricercatore di zampogna a paro, Pietro Cernuto .“Sentire” la danza, farla propria, è l’obiettivo didattico dello stage, affinché non sia un’acquisizione nozionistica di passi ma un’esperienza viva :in questo senso la tradizione può continuare a “tradire” attraversi i suoi danzatori. Acquisiti gli schemi motori e le figure principali si avrà cura di collocare la danza nel suo contesto ideale che è la “rota rituale” (il cerchio) con le singole coppie che danzano al centro, modalità appartenente alle culture antiche di tutto il mondo che favorisce la comunicazione tra le persone affinchè la danza dei singoli, nella loro originalità, sia riequilibrante per il gruppo che la osserva e la contiene, in uno scambio reciproco di emozioni. |








