Quest’anno Zingarìa… fa rima con Accadìa.

Sarà infatti questo paesino collinare di 3.000 ab. della provincia di Foggia, nel Sub Appennino Dauno, ad ospitare la XIV edizione del festival dall’8 al 12 agosto 2009, con due puntatine (notti bianche) a Candela (9 agosto) e S.Agata (11 agosto).

Scoprite pure sul sito web storia, cultura e monumenti del paese: quello che ho da aggiungere è che logisticamente siamo messi molto bene. Oltre al palazzetto (che più di 500 persone hanno conosciuto all’ultimo Capodanze), vi sono tre scuole a disposizione con due palestre e, dulcis in fundo, un’ampia sala mensa con cucina professionale. Ebbene sì, riabbiamo finalmente la nostra mensa e le nostre cuoche e le nostre danze tra i tavoli che ci sono mancate nelle ultime edizioni. Se avete tempo date un’occhiata a cosa succedeva nella sala mensa in quel di Biccari

Il cast artistico è rinnovato e più abbondante del solito (abbiamo aggiunto alcuni artisti prenotati per il modulo di Corato che non si fa più). Insomma ogni giorno abbiamo 16 corsi di danza distribuiti su 4 spazi in contemporanea, e ben 7 formazioni musicali per ballare dalle 22,00 alle 3,00 di notte, orario ufficiale, a parte le notti bianche. Tre gruppi al giorno (uno di pizzica, uno di tammurriata e uno di tarantelle) che si alterneranno ai tre gruppi di “bal folk” e a quello africano dei Mijikenda.

La proposta di danze del sud è all’insegna dell’approfondimento e della tradizione, grazie anche agli anziani presenti nei gruppi invitati e provenienti dai paesi dove si è maggiormente conservata la tradizione. Ci sarà Peppino Di Febbraio, con la sua paranza di Giugliano (NA), Zi Rafè e la Paranza di Monte Coppola proveniente dai Monti Lattari, contiamo di avere anche, salute permettendo, gli anziani Vincenzo Russo insieme al gruppo Cala la Sera di S.Giovanni Rotondo, e Antonio Piccininno di Carpino con il gruppo garganico Aiarule.

Gianni Amati e Anna Maria Bagorda, già Direttori Artistici della recente inaugurazione dell’Archivio Sonoro della Puglia, tra i maggiori conoscitori delle tradizioni musicali e coreutiche pugliesi, per quanto giovanissimi, hanno il compito di farci conoscere altri cantori anziani provenienti dal Basso/Alto Salento, cosa non facile considerata la distanza (oltre 300 km) e la sempre precaria condizione fisica degli anziani.

Complessivamente tre tipi di tammurriate: Giuglianese, Monti Lattari e agro Nocerino Sarnese, quest’ultima affidata al gruppo dei Ràreca Antica, la pizzica del Basso e dell’Alto Salento, le tarantelle garganiche di S.Giovanni Rotondo e quella di Carpino, affidata anche agli esperti Nicola Rosiello e Pina Pisani, le tarantelle calabresi della Sila, che ci sarà riproposta dal collaudato esperto Davide Ancora, e la tarantella del Cosentino, affidata al nuovo gruppo calabrese dei Nagrù, per la prima volta a Zingarìa, ma di navigata esperienza.

Come sempre “il magico sud” si confronta con le tradizioni di altre regioni italiane (Emilia Romagna, Piemonte, Veneto) e straniere (Spagna, Francia, Grecia, Europa dell’est, Israele, Medioriente, Africa, Centro e Sudamerica)

Tra gli interpreti della tradizione straniera vi segnalo il gradito ritorno del greco Nikolaos Kanellopoulos e del guppo keniano dei Mijikenda, nonchè le new entry Osvaldo Navarro Reinosa, cubano, (mi dicono che per bravura e simpatia è il corrispondente del castigliano Daniel Peces per le danze tradizionali cubane), e Silvana Martinz, nata in Brasile a Sau Paulo, con repertorio che spazia dalle danze afrobrasiliane a quelle orientali.

Sono italiani, ma curano con professionalità impeccabile repertori stranieri, Anna Cirigliano, di Roma, altro gradito ritorno per danzare Sevillanas e flamenco, e le new entry Cristina Casarini dell’associazione Balliamo sul mondo di Reggio Emilia (danze dell’est, in particolare rom) e Leo Rosina di Spinea (VE) con cui esploreremo nuove danze israeliane, di cui è un profondo conoscitore.

Non ci siamo dimenticati naturalmente del repertorio da bal folk (francesi, occitane, basche, ecc.), quello più ballato nei festival del nord ed europei, ma che a Zingarìa, pur occupando un corposo spazio all’interno dei concerti a ballo, non soffoca la straordinaria ricchezza e varietà di altre danze popolari, meno conosciute, sì, ma altrettanto meritevoli di essere proposte, viste, imparate, ballate…

A riproporre curente, gighe, reel, branle, bourrées, bretoni, mazurche, valzer, ecc. ci saranno ben tre gruppi folk, tra cui il pluridecorato Andrea Capezzuoli e compagnia, e due new entry: i musicisti dell’Associazione della Furlana di Monte S.Pietro (BO), con cui balleremo anche le danze emiliano romagnole apprese negli stage, e i piemontesi del gruppo Aire d’Ostana, giovanissimi della serie saranno famosi, armati di organetto, ghironda, violini e altri strumenti, e di tanta voglia di sfondare sia con la loro notevole bravura che con il loro coinvolgente spirito di gruppo.

L’Appennino dauno ci aspetta: Accadìa, S.Agata, Candela, e i loro centri storici da investire con le nostre parate danzanti, con la nostra allegria contagiosa, con la nostra voglia di interagire con la gente semplice ed ospitale che ancora si trova nei piccoli paesi del sud.